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Chi Siamo

In oltre 20 anni di attività i Consorzi AsConAuto hanno incrementato in maniera esponenziale la penetrazione ricambi nella vendita esterna. Solo con Ricambi Originali!

AsConAuto (Associazione Consorzi Concessionari Auto) nasce il 7 settembre 2001 con lo scopo di unire le forze dei singoli consorzi di concessionari con un obiettivo comune: incrementare la vendita dei Ricambi Originali e abbattere i costi fissi di distribuzione.

Ogni consorzio rappresenta una parte del cuore di AsConAuto, salvaguardando l’identità locale e offrendo al singolo Concessionario un supporto concreto per soddisfare il maggior numero di autoriparatori sul proprio territorio.

Asconauto - Chi Siamo

25 Consorzi
941 Concessionari, 93 Marchi Rappresentati
1.799 Sedi Operative
21.763 Autoriparatori
Copertura di 90 Provincie e 17 Regioni
In primo piano
Il dedalo delle revisioni posticipate

2/08/2020 – Sul fronte delle revisioni auto quello che si profila all’orizzonte è un autunno caldo. Il posticipo al 31 ottobre delle revisioni originariamente da effettuare entro il 31 luglio fa sì che

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Auto batte tutti

29/07/2020 – Otto italiani su dieci sono pronti a tornare in concessionaria per scegliere la loro auto. Lo rivela la nuova survey mensile ‘Come cambiano le abitudini ai tempi del Covid’, condotta a cavallo tra i mesi di giugno e luglio da Areté, azienda leader nella consulenza strategica.

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La manutenzione va incentivata

27/07/2020 - Tante, troppe le auto anziane ancora in circolazione nella Penisola. Poco meno del 60 per cento del parco, composto oggi da 39,5 milioni di vetture, è di categoria uguale o inferiore a Euro 4 e ha quindi almeno 11 anni di ‘strada’. Oltre l’11 per cento, quindi più di un’auto su due, è addirittura Euro 0 o 1.

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La crescita dei prezzi auto rallenta

26/07/2020 - Frena la crescita dei prezzi delle auto nuove in Italia. Durante il primo semestre del 2020, il costo delle vetture nuove è salito mediamente del 2,1 per cento rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, ossia lo 0,4 in meno se confrontato all’aumento medio con cui si era chiuso il 2019.

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