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Pulite e disinfettate

20/05/2020 - Quali procedure attuare in officina e quali strumenti utilizzare contro il Covid-19 per tutelare i propri clienti, dipendenti e l’attività e non incorrere in sanzioni? Questo il tema dell’ultimo appuntamento, rigorosamente virtuale, con ‘A testa alta’, progetto di approfondimento ideato nell’ambito del programma formativo Focus Officina, nato dalla collaborazione tra Quattroruote Professional e Autopromotec insieme a CNA Autoriparazione e Confartigianato Autoriparazione.

“È innanzitutto d’obbligo chiarire – ha spiegato Daniele Barbone, Direttore Laboratori BPSEC, testimonial di campagne ambientali internazionali – il significato dei termini. La pulizia è l’atto di rimuovere da un substrato un deposito, si tratta di un’azione meccanica. La disinfezione agisce, invece, su qualcosa di attivo dal punto di vista microbiologico. La sanificazione, infine, è il mantenimento della salubrità di queste superfici nel tempo. Quali regole devono valere in officina? È indispensabile proteggere il personale dotandolo dei dispositivi corretti, come guanti e mascherine, da maneggiare con cura. Per quanto riguarda gli automezzi che entrano in azienda, entità esterne all’organizzazione lavorativa, bisogna pulirli e igienizzarli utilizzando i prodotti indicati dall’Istituto Superiore di Sanità: disinfettanti con sodio ipoclorito ed etanolo in concentrazione almeno al 70 per cento. Per le parti tessili il consiglio è quello di adottare coperture provvisorie”.

Attenzione a come si scelgono i dispositivi di protezione e i prodotti per l’igiene e la disinfezione: devono essere provvisti di ‘carta d’identità’ con tutte le specifiche. “Ci vuole prudenza negli acquisti – ha aggiunto Daniele Barbone – soprattutto in questo momento in cui sul mercato italiano sta arrivando la merce più disparata”.

L’ozono è efficace contro il Covid-19?

“Relativamente all’utilizzo – ha sottolineato il ricercatore - di macchine che nebulizzano dei principi attivi che vanno ad agire con l’eventuale presenza di contaminanti microbiologici bisogna basarsi su quello che oggi è noto. L’ozono, che lo ricordo espone il personale a un rischio chimico seppure limitato, è efficace sui batteri, non è dimostrato che lo sia sul coronavirus. Gli studi sull’ozono sono della fine degli anni Novanta e riguardano il suo utilizzo in campo alimentare. Se si è pulito e disinfettato l’abitacolo l’ozono può completare il trattamento ma non si può raggiungere solo con quest’ultimo il risultato”.

“Non ci vogliono codici Ateco aggiuntivi per disinfettare i veicoli – ha detto Veronica Bonanomi, Responsabile Sicurezza BCL – si tratta di un’attività accessoria per meccatronici e carrozzieri”.

 

 

 

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