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Non abbassare la guardia

7/08/20189 - Meno incidenti (172.344, -1,5 per cento), meno morti (3.325, -1,6 per cento), e meno feriti (242.621, -1,7 per cento)sulle strade italiane nel 2018.  Lo rivela il Rapporto Aci-Istatsull’incidentalità stradale. Non è però tutto oro quello che luccica.

“Rispetto allo scorso anno registriamo, purtroppo, un aumento delle vittime delle categorie vulnerabili, in particolare tra i pedoni - ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia- la riduzione media annua del numero di vittime della strada del nostro Paese, poi, pari a 2,6 per cento nel periodo 2010-2018, è inferiore a quanto stimato per l’obiettivo europeo - ormai irraggiungibile - di dimezzare il numero di morti in incidenti stradali entro il 2020. La sicurezza deve tornare ad essere una priorità, sono necessari, da subito, corsi di aggiornamento o di guida sicura riservati ai conducenti, in quanto, se da una parte l’età delle vittime è aumentata, dall’altra i giovani si confermano la categoria più a rischio. È fondamentale, infine, una maggiore attività di controllo”. 

Le fasce d’età più a rischio risultano i giovani tra 15 e 24 anni (413 morti, 12,4 per cento del totale) e gli anziani tra 70 e 74 anni (222 morti pari al 6,7 per cento). L’aumento dei morti ha riguardato, in modo particolare, ciclomotoristi (108; più 17,4 per cento) - che si confermano tra  le categorie più a rischio - e pedoni (609, più 1,5). Nel complesso, gli utenti vulnerabili rappresentano circa il 50 per cento dei decessi (1.621 su 3.325). 

Distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità troppo elevata si confermano, anche nel 2018, le prime tre cause di incidente pesando nel loro complesso per il 40,8 per cento. 

I mesi estivi si confermano il periodo con il maggior numero di incidenti e vittime. Agosto è il mese più pericoloso in assoluto per il numero di incidenti gravi in tutti gli ambiti stradali.

Nel 2018 le sanzioni per le violazioni al Codice della Strada si sono ridotte complessivamente del 4,4 per cento, (anche a causa della diminuzione dei controlli da parte delle Forze dell’Ordine). Le voci principali, oltre al superamento dei limiti di velocità, vedono ai primi posti l’inosservanza del rispetto della segnaletica, il mancato uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini e uso improprio del cellulare alla guida

 

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