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Niente nozze italo-francesi

6/06/2019 – Fca e Renault rimarranno due gruppi distinti. Le ventilate nozze di cui tanto si è dibattuto negli scorsi giorni, almeno per il momento, non si faranno. Fca ha infatti ritirato la proposta di fusione come si legge in un comunicato. “Il Consiglio di Amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles N.V. ha deciso di ritirare con effetto immediato la proposta di fusione avanzata a Groupe Renault. Fra continua ad essere fermamente convinta della stringente logica evolutiva di una proposta che ha ricevuto ampio apprezzamento sin dal momento in cui è stata formulata e la cui struttura e condizioni erano attentamente bilanciati al fine di assicurare sostanziali benefici a tutte le parti. E’ tuttavia divenuto chiaro che non vi sono attualmente in Francia le condizioni politiche perché una simile fusione proceda con successo. Fca esprime la propria sincera gratitudine a Groupe Renault, in particolare al suo Presidente, al suo Amministratore Delegato ed agli Alliance Partners, Nissan Motor Company e Mitsubishi Motors Corporation, per il loro costruttivo impegno in merito a tutti gli aspetti della proposta”.

A far saltare il tavolo sarebbe quindi stato il Governo francese, azionista al 15,1 per cento di Renault, forse non abbastanza rassicurato su alcuni aspetti centrali dell'accordo. In gioco ci sarebbero infatti anche siti industriali e i relativi posti di lavoro.

Non si sono fatte attendere le repliche della Losanga. “Il Gruppo Renault – scrive - esprime il suo rammarico per non poter approfondire la proposta di Fiat Chrysler Automobiles. Siamo grati a Nissan per l’approccio costruttivo adottato e desideriamo ringraziare Fca per gli sforzi compiuti nonché i membri del Consiglio di Amministrazione di Renault per la fiducia. Riteniamo che questa proposta sia opportuna, per il grande valore industriale e l’attrattiva finanziaria che comporta, creando un leader mondiale del settore automobilistico con sede in Europa.  Questa offerta sottolinea altresì l’attrattiva che esercitano Renault e l’Alleanza”.

Nessuna chiusura totale, quindi, ma piuttosto la speranza che arriveranno tempi migliori.

 

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