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Incentivi auto. Così non va

11/09/2014 - I timori di Unrae sull’efficacia del sistema di incentivi per l’acquisto di nuove auto entrato in vigore con il cd. Decreto-Legge Agosto erano fondati. I 100 milioni destinati ai veicoli rientranti nella fascia emissiva di CO2 91-110 g/Km sono già esauriti. “Il sistema messo in campo dal Governo - ha commentato Michele Crisci, Presidente di Unrae - contiene forti elementi di rigidità e alcuni profili incoerenti con quanto ritenuto essere lo spirito di sostegno e cioè la ripresa del mercato ed il rinnovo del parco circolante. La rigidità principale consiste nell’impossibilità di travasare le risorse da una fascia emissiva all’altra o di prevedere un fondo unico, che si traduce nel rischio di lasciare inutilizzati parte dei fondi pur a fronte di una quota di domanda che resta così insoddisfatta. È più che mai urgente - ha continuato Crisci - rifinanziare il fondo esaurito per non frenare la crescita di un settore già fortemente colpito nei mesi scorsi dall'emergenza sanitaria."

A oggi, infatti, sono 300 i milioni disponibili rientranti nelle altre fasce emissive incentivate. Soldi che rischiano di rimanere inutilizzati proprio a causa della rigidità del sistema previsto dal Governo, che non prevede travaso delle risorse da una classe all’altra, e di cui il settore ha un gran bisogno. Nei primi otto mesi dell’anno stando ai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ci si è fermati a quota 809.665 immatricolazioni che indicano un calo del 38,9 per cento sullo stesso periodo 2019

E i problemi non finiscono qui. La piattaforma che gestisce l’Ecobonus prevede un limite di 50 pratiche al giorno per ogni concessionario registrato: un consumatore che pure ha concluso il suo acquisto rischia di non vedersi concedere lo sconto promesso perché la sua pratica è stata completata a fondi esauriti. Una situazione che lascia nel caos le reti di concessionari a livello nazionale che devono gestire reclami e preoccupazioni dei clienti.

“Unrae – ha ribadito il suo presidente -  chiede con forza una soluzione urgente e resta disponibile a fornire il suo contributo di idee e proposte tese a conciliare gli interessi generali di tutela dell’ambiente con l’esigenza di non penalizzare il mercato e la necessità imprescindibile di difendere un comparto che occupa 160 mila addetti, fatturando oltre 50 miliardi di euro”.

 

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