Segno positivo, anche nel mese di maggio, per il mercato italiano dell’auto: 150.096 immatricolazioni indicano un incremento del 7,6% rispetto allo stesso mese di un anno fa. I primi cinque mesi dell’anno si chiudono quindi con 790.301 registrazioni, in aumento del 9,4% sul periodo gennaio-maggio 2025.
L’analisi della struttura del mercato del mese, sotto il profilo degli utilizzatori conferma una sostenuta crescita per i privati che guadagnano 3,5 punti di quota al 53,1% del totale; 52,6% nei primi 5 mesi. Le autoimmatricolazioni scendono, invece, al 10,6% di share nel mese e si fermano al 9,7% del totale nei primi cinque. Il noleggio a lungo termine segna una piccola flessione e cede 2,1 punti, fermandosi al 21,2% di quota (stessa quota dei primi 5 mesi). Il noleggio a breve termine conferma un incremento nel mese, al 9,8% di share e in gennaio-maggio la sua quota sale all’11,3%. Le società, infine, a maggio segnano un calo, fermandosi al 5,3% di share (-5,1% nel cumulato).
Tra le alimentazioni la leadership va alle ibride che conquistano uno share del 47,1% nel mese di maggio (50,4% nei primi 5 mesi), con un 16,0% per le ‘full’ hybrid e 31,1% per le ‘mild’ hybrid. Le auto a benzina devono fare, invece, i conti con una flessione di oltre 5 punti (20,4% di quota nel mese, 20,0% nel cumulato). Il diesel perde 3,4 punti di quota nel mese e retrocede al 6,6% in maggio e al 6,8% nei 5 mesi. Il Gpl in maggio si deve accontentare del 6,9%, e scende al 6,0% in gennaio-maggio. Buone notizie per le vetture alla spina. Le auto BEV chiudono il mese di maggio all’8,8% di share, in crescita di 3,7 punti sul 2025 (8,1% nel cumulato); le PHEV salgono al 10,2% rispetto al 6,4% di un anno fa (8,7% in gennaio-maggio, +3,7 punti).
Le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni in maggio cedono il 6,4% e scendono a 106,0 g/Km; nei primi 5 mesi flettono del 6,4%, a 107,5 g/Km.
Nel diffondere questi dati il presidente di Unrae Roberto Pietrantonio ha ricordato l’urgenza e l’utilità reale della revisione fiscale per le flotte aziendali: “innalzando dapprima la deducibilità per i veicoli a zero e bassissime emissioni, agendo poi su detraibilità dell’iva e riduzione del periodo di ammortamento, l’applicazione della nostra proposta permetterebbe all’Italia di recuperare il divario verso quanto già regolamentato nei principali mercati europei, coniugare decarbonizzazione delle flotte aziendali e rafforzamento della competitività del sistema produttivo, guardando finalmente all’auto come vero strumento a supporto della competitività delle aziende italiane”.
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