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Elaborare si potrà. Forse

Una lacuna tutta italiana, quella relativa alle automobili customizzate. Elaborare un veicolo dalle nostre parti è sempre stato un problema, se non addirittura un divieto, diversamente da quanto accade in altri paesi d’Europa, Germania in testa, dove il comparto automotive non è certo una cosa marginale.

Ebbene, se dovesse passare alla Camera la proposta di legge per l’aggiornamento dell’articolo 78 del Codice della Strada, modificare la propria auto utilizzando componenti già omologati dovrebbe diventare molto più facile, grazie a procedure più snelle e alle nuove responsabilità delle autofficine.

Oggi, chi installa sul proprio veicolo anche solo un componente aftermarket, siano essi sospensioni o scarichi sportivi, fari differenti o cerchi in lega non previsti sulla carta di circolazione, deve sottoporre il veicolo a visita e prova presso gli uffici della Motorizzazione Civile, con tempistiche di oltre un anno. E questo nonostante i componenti abbiano già l’omologazione europea (per cui in regola negli altri Paesi dell’Unione), che a questo punto non servirebbe a nulla.

Il testo introduce quattro nuovi commi all'articolo 78, che favorirebbero i componenti omologati all’interno dell’Unione Europea, dopo l’installazione dei quali non sarà più necessario passare alla visita e alla prova in Motorizzazione, bensì basterebbe solo una verifica della corretta installazione da parte di normali autofficine specializzate in meccatronica, di carrozzerie o di gommisti, oltre a tutte quelle concessionarie che svolgono attività di autoriparazione nonché a enti privati autorizzati: purché tutti questi soggetti siano iscritti a un apposito registro.

Insomma, una nuova occasione di business per chi opera nel vasto mondo dell’autoriparazione.

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Tel. 0541-745878

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