La cinese Byd sarebbe in trattative avanzate per entrare a far parte dell'Associazione europea dei costruttori automobilistici, l’Acea, una mossa che darebbe alla Casa automobilistica di Shenzhen voce in capitolo nella regione, dove deve affrontare dazi sulle importazioni di veicoli elettrici. Il più grande produttore di veicoli elettrici al mondo ha presentato infatti domanda di adesione, come confermato da un portavoce dell'associazione in seguito a una richiesta di Bloomberg News. D’altronde Alfredo Altavilla, special advisor di Byd in Europa, lo ha ribadito più volte in diverse occasioni: «Noi ci consideriamo un gruppo europeo e agiremo di conseguenza».
In caso di successo, Byd diventerebbe la prima casa automobilistica cinese ad aderire al gruppo. L'Acea, con sede a Bruxelles (Belgio) e impegnata in attività di lobbying presso le istituzioni dell'Unione Europea per conto dell'industria automobilistica, conta diciassette membri, per lo più europei, ma anche alcuni extraeuropei come l’americana Ford, le giapponesi Honda, Nissan e Toyota, nonché il gruppo coreano Hyundai.
L'adesione ad Acea aumenterebbe l'influenza di Byd in un momento di crescente concorrenza con i produttori locali della regione, come Volkswagen e Stellantis, considerando che dalla prossima estate Build Your Dreams avvierà la produzione in Ungheria e successivamente - nel 2027 - in Turchia: mosse che dovrebbero aiutarla a eludere i dazi aggiuntivi dell'Unione.
Per entrare in Acea serve però l’unanimità dei membri attuali. A favore dell’ingresso di Byd ci sarebbero i costruttori tedeschi, che vorrebbero così mantenere buoni rapporti con la Cina (ricordiamo che Geely detiene quasi il 10 per cento di quella Mercedes-Benz il cui Ceo Ola Källenius è attualmente presidente di Acea), mentre i gruppi francesi Stellantis e Renault nicchiano.
L’ingresso di Byd sarebbe anche una sorta di cavallo di Troia per aprire le porte di Acea eventualmente ad altri costruttori cinesi, come Dongfeng, che vorrebbe produrre in alcuni stabilimenti ex Fca italiani, oppure Chery Automobile, che già assembla auto a Barcellona (Spagna) col marchio Ebro rilevato da Nissan.
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